Cari/e colleghe/i
Ci troviamo oggi all’Assemblea elettiva della piccola e media industria di Asti, con un primo ed importante cambiamento rispetto il passato. Da alcuni mesi ormai, a seguito del cambio di statuto, la nostra Associazione si riconosce nel nome CONFAPI, sigla che ci rappresenta su tutto il territorio, con visibili e meritati risultati.
E, certamente, non possiamo non essere tutti d’accordo che la scommessa che avevamo intrapreso nel 2006, aderendo al NORD OVEST IMPRESE, Associazione che vede associate oltre ad Asti anche le Confapi Alessandria, Liguria e Piacenza, sia stata completamente vinta.
Il miglioramento e l’avvio di nuovi servizi e sportelli hanno fatto si’ che le 185 aziende ad oggi associate trovino costantemente funzionari in grado di dare risposte efficaci e risolutive in questo periodo di Crisi Congiunturale.
Tra questi servizi voglio ricordare, oltre ai vari servizi che possiamo considerare tradizionali quali: sindacale, legale, assicurativo e del credito, l’apertura del prossimo sportello “energie rinnovabili” presso il quale potremo essere informati su tutte le iniziative ed opportunità legate alle nuove energie, appunto, rinnovabili (fotovoltaico, biomasse, ect ect).
Potremo trovare risposte precise non da consulenti ma, bensì, da nostri imprenditori rappresentanti il CONSORZIO CONFAPI ENERGY, consorzio a livello nazionale, di cui oggi abbiamo l’onore di avere l’A.D. nonchè Presidente regionale della Liguria dott, Roberto Minerdo, il quale nel suo intervento specificherà meglio azioni ed attività del Consorzio stesso.
Vorrei tuttavia adesso approfondire la grave situazione di crisi che investe le piccole e medie imprese astigiane; stessi problemi che attanagliano le aziende a livello nazionale.
Un dato di fatto risulta essere che, quella che pensavamo potesse essere, finalmente, una ripresa alla luce dei dati del mese di aprile, si sia già conclusa con l’uscita dei relativi indici di maggio.
La CIGO ordinaria continua a crescere, ma, nonostante ciò, deve essere considerato come un dato positivo. Si capisce cioè la ferma volontà degli imprenditori di voler scommettere sul futuro non licenziando e quindi riducendo la forza lavoro, in riferimento a ciò voglio ricordare che la Confapi di Asti ha firmato al tavolo di crisi provinciale, costituito dalle rappresentanze sindacali e le istituzioni di Asti Comune, Provincia ect. ect. un protocollo in cui ci impegniamo ad evitare appunto i licenziamenti, utilizzando invece gli ammortizzatori sociali esistenti quali appunto la cig ordinaria, e/o i contratti di solidarietà.
Dobbiamo dare atto al nostro Presidente Paolo Galassi che mentre altre Associazioni si compiacevano per quei dati conclamando la fine della crisi, sia stato coerente richiedendo a VIVA VOCE ciò che le Associazioni territoriali da sempre reclamano.
Ringrazio la presenza del dott. Franco Bernardi vice presidente della Confapi nazionale, con delega alla formazione, che certamente si farà portatore al nostro Presidente di queste richieste e proposte:
1) Per quanto riguarda la cigo si richiede l’allungamento del periodo di utilizzo portandolo dalle 52 settimane alle 104. E’ un dato certo che molte aziende a noi associate stanno esaurendo la possibilità di proroga e pertanto a meno di questa sostanziale modifica, dovranno di fatto licenziare la propria forza lavoro che la mancanza di commesse rende forzatamente in esubero.
Su questo punto voglio riportare il dato del ns. centro studi nazionale che viene praticamente confermato da quello delle altre Associazioni e, precisamente, si calcola che nel 2010 se il P.I.L. diminuirà ancora del 5% come nel 2009, ci saranno tra non occupati e lavoratori in cig ordinaria e straordinaria 1.000.000 di lavoratori al di fuori del mondo del lavoro.
Il dato SCONCERTANTE e’ che il 60-70% di questi siano giovani al disotto dei 35-40 anni di età.
2) Richiediamo la riformulazione dell’ ”IVA PER CASSA” la possibilità, cioè, di pagare l’IVA, imposta sul valore aggiunto all’effettivo ed avvenuto pagamento dei corrispettivi delle fatture e non in anticipo come adesso, ALZANDONE PERO’ AD ALMENO 50 MILIONI DI EURO IL MONTE RICAVI DELLE AZIENDE CHE POTRANNO USUFRUIRNE (ad oggi il tetto e’ di 200.000 €.);
3) L’abolizione o almeno la revisione dell’IRAP, tassa iniqua che continua a gravare soprattutto su quelle aziende, e sono molte, che fino a settembre dell’anno scorso avevano investito su progetti innovativi al fine di controbattere i mercati a basso costo globali (Cina, paesi dell’est ect. ect.) .
Richiediamo inoltre, che per avere una prima iniezione di liquidità, sia sufficiente spostare a data da destinarsi (ai margine della ripresa..) l’acconto della stessa che vede la scadenza nei primi giorni di luglio;
4) La detassazione degli utili reinvestiti in azienda che, nonostante tutto, molteplici imprenditori
continuano a riversare nel miglioramento delle proprie aziende ;
5) La possibilità di contributi a basso costo per la ricapitalizzazione e/o l’accorpamento delle aziende sicuramente di quelle più piccole.
Si deve cioè arrivare ad una filosofia in cui SIA PIU’ IMPORTANTE ESSERE PROPRIETARI DI UNA QUOTA PIU’ PICCOLA DI UNA SOCIETA’ CHE PRODUCE REDDITO, PIUTTOSTO CHE DI UNA INTERA SOCIETA’ CHE PERDE SOLDI.
Si deve quindi passare da una conduzione famigliare ad una conduzione in cui i vari attori devono essere autonomi e professionalmente preparati, in quanto e’ certo che temi come la ricerca e l’innovazione, il credito siano molto più facilmente accessibili in una azienda di dimensioni patrimoniali più solide.
A tal proposito gli Istituti di Credito dovrebbero accompagnare tale crescita anche e soprattutto nel loro interesse.
Un ultimo argomento da affrontare sono le Banche. Noi siamo stati sia a livello astigiano e sia a livello nazionale una voce forte e critica nei confronti degli stessi Istituti.
L’abbiamo fatto con ragione e, certamente, cercando di far capire che anche se e’ vero che il 98% delle aziende italiane sono piccole e medie imprese, le stesse non godono dei PRIVILEGI CHE LE MULTINAZIONALI invece ottengono dal mondo del Credito.
Confederazione Italiana della Piccola e Media Impresa
ASTI
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